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Vivere in un edificio plurifamiliare significa anche condividere degli spazi sociali. La necessità di privacy dei nostri tempi deve necessariamente essere declinata per favorire la condivisione. Così lo spazio comune al piano terra consiste in una sorta di agorà di ingresso, spazio obbligato da percorrere per il raggiungimento dei viali di accesso che si sviluppano in modo asimmetrico rispetto all’ipotetica mezzeria dell’edificio. Ed al piano interrato trova posto uno spazio condominiale capace di divenire luogo di condivisione.
Dal punto di vista compositivo le altezze differenti sono dettate dall’esigenza di raggiungere un buon bilancio energetico. I corpi scala, aggettanti rispetto al fabbricato principale si piegano verso sud per diventare quasi dei captatori solari. Infatti se da una parte il setto, di colore chiaro, diviene quasi un deflettore che riflette la luce e l’irraggiamento solare verso le aperture degli appartamenti che lo precedono, permette contemporaneamente ai raggi solari di giungere prima agli appartamenti che lo seguono. Questa piegatura è seguita anche dai loggiati adiacenti allo stesso setto, che lo seguono a diventare quasi dei fiori avidi di luce solare.
Il tetto realizzato in legno ma con struttura portante in acciaio è isolato con fibra di legno ricomposta, è totalmente sostenibile e riciclabile, oltre che in grado di garantire la traspirazione, un ottimo isolamento ed una elevatissima capacità di inerzia durante il periodo estivo.


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un'antica cascina come punto di osservazione privilegiato per trovare se stessi