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La localizzazione sul territorio del lotto oggetto dell’intervanto ci ha spinto verso una reinterpretazione della tradizione lombarda.
L’edificio si sviluppa infatti intorno come ad una corte “parzialmente aperta” in modo da garantire al massimo la privacy pur aprendosi verso l’esterno. Mantenendo quindi le dimensioni e l’accoglienza degli antichi edificati, pur evitandone i problemi di promiscuità e di coabitazione forzata tipici degli antichi fabbricati.
Tutto l’edificio è concepito per il funzionamento climatico passivo. Durante il periodo invernale evita al massimo le dispersioni e quindi gli sprechi di energia: la corte stessa, grazie alla sua esposizione, funziona da accumulatore solare e le ampie vetrate garantiscono una illuminazione e un apporto termico costante. Inoltre il sistema di isolamento a cappotto annulla ogni dispersione termica ed insieme al sistema di riscaldamento a pavimento, minimizza le dispersioni inquinanti da parte dei sistemi di riscaldamento. Durante il periodo estivo, gli aggetti fungono da frangisole evitando cosi l’irraggiamento diretto dell’interno dell’edificio. Le pareti perimetrali sono pensate per avere un’alta capacità di accumulo termico, garantendo così una temperatura ottimale durante l’arco dell’intera giornata senza l’ausilio di impianti di climatizzazione.


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un'antica cascina come punto di osservazione privilegiato per trovare se stessi